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Gli Scarichi Idrici delle Attività Economiche alla luce dei recenti Decreti di Semplificazione

Organizzato da: Acsel Srl

Webinar | 15 Giugno | Diretta online
.
Alborino Gaetano | Scarica la locandina

Partecipazione Gratuita per Enti associati/abbonati

Webinar
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15 Giugno 2026, 9:00 > 13:004 ore

Programma - 15 Giugno 2026

  • Riferimenti normativi.
  • La nuova nozione di scarico.
  • Gli elementi essenziali del concetto di scarico.
  • I corpi ricettori.
  • Le vasche e le cisterne aziendali: scarico o deposito di rifiuti?
  • I rifiuti costituiti da acque reflue.
  • Le acque di scarico e i rifiuti liquidi.
  • I rapporti tra la normativa sulla tutela delle acque e quella in tema di rifiuti.
  • Le tipologie di acque reflue:
  • Le acque reflue domestiche, industriali e urbane.
  • La nozione di acque reflue industriali secondo i recenti orientamenti della giurisprudenza.
  • Le acque provenienti da:
  1. da impianti di lavanderia.
  2. un autolavaggio;
  3. parcheggi;
  4. un’attività di auto carrozzeria;
  5. un’attività da autofficina meccanica;
  6. un centro di revisione;
  7. un’attività di falegnameria;
  8. un’attività di pasticceria;
  9. un mattatoio comunale;
  10. lavaggio di inerti, di pavimenti di un complesso industriale, di betoniere;
  11. lavaggio dei piazzali adibiti allo stoccaggio dei rifiuti o dei mezzi adoperati per il loro trasporto;
  12. lavaggio di cassonetti;
  13. lavorazioni marmi;
  14. piscine;
  15. da un centro sportivo (campi da tennis, calcetto … …);
  16. ristoranti ed alberghi.
  • L’assimilabilità delle acque reflue industriali a quelle domestiche alla luce del nuovo decreto di semplificazione ambientale.
  • L’immissione occasionale e la tracimazione. Quale disciplina applicare?
  • Scarico discontinuo di reflui e scarico occasionale. La distinzione nell’evoluzione normativa e giurisprudenziale.
  • Le acque meteoriche e di dilavamento.
  • Le acque reflue assimilabili alle domestiche.
  • Le deleghe alle Regioni per l’emanazione di specifiche normative in materia di:
  1. limiti di emissione degli scarichi;
  2. assimilabilità alle acque reflue domestiche;
  3. utilizzazione agronomica;
  4. acque meteoriche di dilavamento e acque di prima pioggia;
  5. autorizzazione allo scarico.
  • La disciplina autorizzatoria degli scarichi.
  • Gli elementi essenziali dell’autorizzazione.
  • Il potere discrezionale della pubblica amministrazione.
  • Tempi e validità dell’autorizzazione.
  • Il subigresso di un soggetto in un’attività economica già autorizzata: obblighi ed adempimenti.
  • La disciplina dei pozzi perdenti o assorbenti, tra normativa nazionale regionale e locale.
  • La corretta gestione delle fosse e delle vasche settiche.
  • Il regime sanzionatorio previsto dal Testo Unico Ambientale, alla luce delle recenti modifiche.
  • Gli illeciti amministrativi e gli illeciti penali.
  • La mancanza di autorizzazione e il superamento dei limiti tabellari.
  • Circostanze esimenti.
  • Le regole del campionamento.
  • Particolari ipotesi sanzionatorie:
  1. Il trasporto illecito dei rifiuti liquidi costituiti da acque reflue;
  2. Lo sversamento dei liquami da autospurgo.
  3. Le disposizioni del codice penale in materia di acque
  4. il danneggiamento (art. 635 C.P.);
  5. il getto di cose pericolose (art. 674 C.P.)
  6. la violazione delle norme di tutela del paesaggio (art. 181 del D. Lgs. n. 42/2004).
  • Focus sulla diffida amministrativa introdotta dal d.lgs. 2 luglio 2024, n. 103, recante: “Semplificazione dei controlli sulle attività economiche”, vigente dal 2 agosto 2024, quale procedura estintiva del procedimento sanzionatorio: le condizioni per l’applicazione nel campo degli scarichi idrici. Le violazioni sanabili e i casi di non punibilità per errore scusabile. Modulistica del verbale di ispezione con la diffida amministrativa.
  • La responsabilità delle persone giuridiche derivante da scarichi non autorizzati, alla luce del decreto n. 121/2011
  • Il D. Lgs n. 121/2011, in attuazione delle direttive 2009/123/Ce e 2005/35/Ce ha introdotto nuove fattispecie di reati ambientali ed ha esteso, mediante modifiche apportate al D. Lgs. n. 231/2001, la responsabilità penale anche alle persone giuridiche.
  • D&R – Domande & Risposte